| Cedolare secca sugli affitti e imposta municipale |
|
Con la rivoluzione federalista per le tasse comunali arriva la cedolare secca sugli affitti. A partire dal 2011 i redditi derivanti da contratti di affitto non saranno più soggetti ad Irpef ma potranno - facoltativamente - assoggettarsi a un’aliquota fissa al 25%, la cedolare secca, la quale potrà scendere al 20% per i canoni «agevolati» nelle aree ad alta densità abitativa. Il nuovo tributo sarà volontario (per chi non ha reddito potrebbe convenire ad esempio pagare il 23% dell’aliquota Irpef più bassa) e assorbirà anche le imposte di bollo e quelle di registro che si pagano sui contratti di locazione. Il versamento è previsto con le stesse date della dichiarazione dei redditi e, in base al testo, sarebbe dovuto un acconto dell’85% sul 2011 (probabilmente da pagare già a fine anno) e del 90% nel 2012. Il pagamento potrà avvenire anche a rate e sarà compensabile. Dure sanzioni sono previste per chi dichiara importi inferiori al vero (non solo si paga di più ma viene considerata forfettariamente una durata di 4 anni). Il nuovo regime partirà il 1° gennaio 2011. Il vantaggio della cedolare sta soprattutto nel fatto che il reddito derivante dalla locazione non si somma agli altri redditi e quindi viene tassato con un'aliquota inferiore a quelle ordinarie. Attualmente, infatti, l'aliquota Irpef più bassa è del 23% per chi guadagna meno di 15mila euro all'anno. La cedolare è facoltativa: si può sempre scegliere la tassazione ordinaria se è più conveniente. Due imposte municipali Alla cedolare secca si aggiungerà la nuova imposta municipale per l'aliquota della quale bisognerà invece attendere il 30 novembre e l’apposito decreto del ministro dell’Economia: l’unica certezza è che i comuni potranno aumentare o diminuire il prelievo dello 0,3%, cioè del 3 per mille. La previsione al momento contempla una prima Imu, definita «imposta municipale propria», che dovrà essere decisa dal consiglio comunale entro il 30 novembre 2013 e si applicherà dal 2014 che sarà pagata sul possesso degli immobili (escludendo le prime case) - una sorta di «Ici seconda casa», solo che si verserà in quattro rate: 31 marzo, 16 giugno, 30 settembre e 16 dicembre - e anche sulle compravendite e il cui incasso finirà nelle casse dei comuni per una percentuale del 3% per le prime case e del 7% su tutti gli altri cespiti e una seconda Imu, definita «imposta municipale secondaria facoltativa«, che riunirà le attuali imposte sull’occupazione di suolo pubblico e sulle affissioni. Prima di essere applicata servirà una consultazione popolare e una delibera del consiglio. Si pagherà in base ai metri quadrati occupati e alla durata dell’occupazione. Come l’altra Imu sarà indeducibile dalle imposte sui redditi. |




Con la rivoluzione federalista per le tasse comunali arriva la cedolare secca sugli affitti. A partire dal 2011 i redditi derivanti da contratti di affitto non saranno più soggetti ad Irpef ma potranno - facoltativamente - assoggettarsi a un’aliquota fissa al 25%, la cedolare secca, la quale potrà scendere al 20% per i canoni «agevolati» nelle aree ad alta densità abitativa. 






